
Giudizio Universale
Il Giudizio Universale alla fine dei tempi, accomuna le religioni cristiana, l’Islam e l’ebraismo. I giudizi universali in pittura più famosi includono l'affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina, il Giudizio universale di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, e l'affresco di Luca Signorelli nel Duomo di Orvieto. Il Giudizio universale di Michelangelo è una delle opere più grandi e famose del Rinascimento, mentre quello di Giotto è un esempio di affresco medievale. Il bellissimo Giudizio universale di Luca Signorelli è considerato un antesignano di quello di Michelangelo.
L’opera qui riprodotta, affronta il tema da un punto di vista contemporaneo, puntando sulla contesa tra il bene e il male anche nel giudizio, il cui confine non è così rimarcato.
Lo sfondo richiama una città in fiamme nell’inferno della guerra. Al centro, circondati da angeli, demoni, anime e peccati capitali, spiccano le figure del demonio, abbigliato elegantemente, e di Gesù, vero super uomo della storia, che si contendono il genere umano. Angeli di colore, angeli carabinieri, angeli donna, angeli con le mascherine, spezzano l’iconografia classica. Numerosi i simboli nascosti da decifrare, come il nodo di San Giovanni, il Sator, e le figure emblematiche quali il pifferaio, la donna con la chitarra, l’uomo con la valigetta. Demoni spaventosi ci riportano a creazioni fiamminghe di maestri come Hieronimous Bosch o Pieter Bruegel. Un’unica figura, in basso a destra, si rivolge allo spettatore chiedendone la complicità nella fuga. Tale atto può far pensare alle dimissioni di papa Benedetto XVI, ma l’angelo donna che protegge un bambino, alle spalle del pontefice, fa riferimento chiaramente alle accuse di responsabilità sulla pedofilia fatte a Ratzinger.
Realizzato a olio su una base in acrilico, l’opera è incompiuta… per il momento.
Il giudizio è in divenire.