
La battaglia di Troia
L’opera racconta l’arrivo dei Greci e la violenta battaglia che ne seguì poiché l'esercito troiano, guidato da Ettore, li attendeva schierato sulla riva per respingerli. Una profezia degli dei aveva predetto che il primo greco a toccare il suolo troiano sarebbe morto immediatamente. Qui entra in gioco Ulisse, con la sua proverbiale astuzia (spesso votata all’inganno). Ulisse, per evitare gli effetti della profezia, saltò dalla nave gettando prima il proprio scudo sulla sabbia e atterrando su di esso, salvandosi la vita. Protesilao, ingannato dal gesto di Ulisse o spinto dal coraggio, balzò a terra per primo e venne subito ucciso in duello da Ettore. Fu il primo eroe a morire nella guerra. Lo sbarco si sbloccò grazie ad Achille e ai suoi soldati scelti, i Mirmidoni. Sulla spiaggia Achille affrontò e strangolò Cicno, un semidio alleato dei Troiani che era invulnerabile alle armi tradizionali. Dopo lo sbarco, i comandanti greci tentarono subito un attacco diretto per conquistare Troia in pochi giorni. Tuttavia, scoprirono che le mura della città erano del tutto inespugnabili. Respinti dai Troiani, i Greci furono costretti a ritirarsi sulla spiaggia, a montare l'accampamento e a iniziare un assedio che sarebbe durato ben dieci anni.
Tecnicamente inusuale e azzardata la costruzione dell’opera con un assetto piramidale di grande effetto.